Nonostante la stagione invernale oramai iniziata si continua a combattere senza sosta in Ucraina. Dopo il ritiro russo da Kherson il fronte si è stabilizzato. Le forze russe stanno assediando la città di Bakhmut, snodo cruciale delle difese ucraine: si registrano intensi combattimenti con un elevato numero di vittime da ambo le parti.
Mosca, inoltre, sta continuando nella sua campagna di bombardamenti volti a distruggere l’infrastruttura energetica ucraina. Pochi giorni fa, una ennesima salva di circa 70 missili – molti dei quali intercettati – ha raggiunto le principali centrali elettriche ucraine, provocando diversi blackout. La situazione in diverse città, Kiev inclusa, inizia a farsi preoccupante, con elettricità e acqua corrente sempre meno disponibili.
Secondo alcuni esperti, da quando il Generale Surovkin ha preso il comando delle operazioni russe in Ucraina la situazione è progressivamente migliorata per Mosca. Si assiste a una maggiore coerenza operativa e strategica, mentre i costanti bombardamenti sull’infrastruttura energetica stanno iniziando ad avere effetti significativi sullo sforzo bellico ucraino.
Le prossime settimane e mesi saranno dunque cruciali: se la Russia riuscirà nell’intento di paralizzare l’Ucraina, potrebbe poi tentare una nuova offensiva tra gennaio e marzo. Altrimenti, il conflitto potrebbe congelarsi. Resta aperta anche l’ipotesi del collasso militare russo, anche se dopo gli ultimi sviluppi ciò sembra ora meno probabile.
