LA CRISI DI CEUTA RIACCENDE IL DIBATTITO SULL’IMMIGRAZIONE

LA CRISI DI CEUTA RIACCENDE IL DIBATTITO SULL’IMMIGRAZIONE

27 Agosto 2026 - News, Approfondimenti

Time to read 3 minutes

L’arrivo di oltre 73.000 immigrati irregolari a Ceuta ha rappresentato un fatto socio-politico di estrema importanza, causato in parte da un presunto loophole giuridico mal interpretato di una sentenza della corte suprema spagnola che avrebbe permesso un passaggio più semplice via mare, unito alla percezione di una politica di accoglienza e regolarizzazione più lassista con Sanchez, le difficoltà economiche del Marocco e l’attivismo di reti criminali. Il tam tam mediatico, specialmente su Tik Tok, ha contribuito a creare l’hype. Le migrazioni sono certamente fenomeni anche spontanei e multifattoriali, ma in questo caso con più di 73.000 persone che si sono spostate all’unisono è lecitamente sorto il dubbio sulla spontaneità del fenomeno.

La forte presenza di subsahariani, in particolare, ha sollevato il dubbio che – magari anche se non direttamente connivente – il Marocco abbia chiuso più di un occhio, anche alla luce delle rivendicazioni territoriali marocchine sulle exclave di Ceuta e Melilla, le ultime reminiscenze del passato coloniale spagnolo in Nord Africa, e altre frizioni con Madrid. I servizi segreti spagnoli hanno persino sollevato l’ipotesi che fossero in preparazione per il 15 di agosto nuovi arrivi di massa sulle coste di Ceuta, dando credibilità all’appello apparso sui social, evento che però non si è verificato, anche grazie all’intervento delle autorità marocchine che hanno bloccato un centinaio di migranti, in maggioranza subshariani, che erano a 3km dal confine. L’ipotesi geopolitica ed organizzata del fenomeno migratorio è certamente quella che ha dominato i dibattiti pubblici nei Paesi europei.

La reazione politica in Europa è stata immediata, con l’Italia che ha sospeso Schengen per 60 giorni, con controlli su persone extra-UE provenienti dalla Spagna. La risposta della Presidenza UE però non si è fatta attendere, sottolineando che non c’è, al momento, nessun rischio di movimenti di massa dalla Spagna verso altri Paesi UE nonché allarmi sicurezza. A questo proposito, però, sono stati fermati due irregolari appartenenti all’ISIS e ciò ha sollevato il ragionevole sospetto della presenza di sporadica di terroristi legati allo Stato islamico, o altri gruppi jihadisti, tra i migranti, eventualità che giustifica la preoccupazione degli altri Stati europei, come l’Italia.

In risposta alla decisione italiana, la Spagna ha reintrodotto controllo alla frontiera con l’Italia. Vista l’impossibilità di riportare sotto controllo in tempi rapidi la situazione a Ceuta, tuttavia, è stata costretta a dichiarare lo stato di emergenza nell’exclave, confermando quindi indirettamente le preoccupazioni italiane. È tornato sull’Europa lo spettro dell’immigrazione clandestina incontrollata? Certamente un afflusso così massiccio ed in un lasso di tempo così limitato ha scioccato l’opinione pubblica europea, ed è stato certamente possibile grazie alla contiguità territoriale tra Ceuta ed il Marocco. Le conseguenze su sicurezza ed ordine pubblico non sono certamente paragonabili con l’esperienza italiana di 600.000 arrivi in un anno, più distribuiti nel tempo anche se concentrati in pochi hotspot.

A Ceuta, intanto, c’è emergenza sanitaria, con sospetti casi di tubercolosi, nonostante la Ministra spagnola della Salute Garcia escluda pressioni sugli ospedali. Inoltre ci sono ancora accampamenti sia nelle periferie, particolarmente colpite, che nelle spiagge, con attività commerciali costrette a chiudere per il problema sicurezza. Diverse violenze carnali sono poi state registrate, principalmente nel gruppo di migranti, e ciò ha ulteriormente portato all’esasperazione della popolazione locale, oltre ad accesi dibattiti in Spagna e Europa in generale.

L’afflusso massiccio di immigrati clandestini crea ovviamente problemi nei luoghi di arrivo, ma anche negli hotspot di transito come stazioni di bus e treni nelle grandi e medie città, con aumento di crimini quali le molestie o furti nelle immediate vicinanze di snodi logistici ad elevato flusso di clandestini. Con l’arrivo dell’autunno certamente le rotte migratorie subiranno un rallentamento, ma il problema strutturale rimane e non si vedono facili soluzioni all’orizzonte.

Foto di copertina: Ministry of the Presidency. Government of Spain