ATTACCO AL LIBANO, UNIFIL IN PERICOLO

ATTACCO AL LIBANO, UNIFIL IN PERICOLO

15 Ottobre 2024 - Approfondimenti

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Negli ultimi giorni l’attenzione è stata massima, soprattutto in Paesi come l’Italia, per quanto concerne le sorti dei militari impegnati nella missione ONU UNIFIL in Libano. La missione è attiva dal 1978 con l’obiettivo di supportare l’esercito libanese nel disarmo di Hezbollah e fungere da cuscinetto tra il gruppo terrorista e Israele, con lo scopo di mantenere la pace nell’area.

Tuttavia, la missione non ha ottenuto particolari risultati concreti e le forze di Hezbollah si muovono senza troppi problemi nel territorio controllato da UNIFIL. Negli ultimi giorni Israele ha richiesto il ritiro delle forze ONU al fine di poter condurre le sue operazioni militari in territorio libanese contro Hezbollah. I combattimenti si stanno svolgendo anche in prossimità delle basi UNIFIL.

In condizioni operative simili, è molto facile l’errore umano. Il 12 ottobre, UNIFIL ha comunicato che uno dei soldati impegnati nella missione è rimasto ferito, mentre un’altra base UNIFIL è rimasta danneggiata dall’esplosione di un ordigno nelle vicinanze. Un altro incidente si è verificato in data 13 ottobre, con due carri armati israeliani che hanno prima aperto il fuoco contro una postazione UNIFIL e poi lanciato granate fumogene che hanno anche interessato l’area occupata dai soldati ONU, 15 dei quali hanno necessitato cure mediche.

Mentre Israele continua a richiedere il ritiro di UNIFIL, diversi Paesi, con l’Italia in testa, chiedono a Gerusalemme di rispettare il diritto internazionale che vieta di bersagliare le installazioni ONU. Lo scontro, come sempre, è tra il diritto internazionale e le esigenze sul campo. Spesso, a prevalere, sono le seconde.