COLPO DI STATO IN NIGER

1 Agosto 2023 - Approfondimenti

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La situazione in Niger peggiora di ora in ora in seguito al colpo di Stato del 26 luglio scorso. Il rovesciamento del Presidente Mohamed Bazoum – eletto nel 2021 – ad opera del Generale Abdourahamane Tchiani ha seriamente complicato la posizione europea nella regione. La nuova giunta al potere, infatti, è attestata su posizioni antioccidentali (e, in particolare, antifrancesi), a differenza del predecessore al potere.

Dopo aver perso posizioni in Mali e in Burkina Faso, perdere anche il Niger significherebbe sostanzialmente rinunciare ad avere una qualsivoglia influenza sulle dinamiche nel Sahel, zona fondamentale per il traffico di esseri umani e le attività terroristiche. Come nei due Paesi sopra citati, anche la nuova giunta al potere in Niger ha intimato ai soldati francesi – presenti per supportare il Paese nel contrasto al terrorismo – di ritirarsi in breve tempo. Mali e Burkina Faso hanno promesso supporto alla nuova giunta nigerina.

Altri Stati africani, tuttavia, hanno reagito al rovesciamento del legittimo Presidente in modo differente. In particolare, l’ECOWAS (Economic Community of West African States) ha intimato il rilascio di Bazoum e il ripristino dello status quo in una settimana. In caso di mancato rispetto dell’ultimatum, alcuni Paesi (tra cui la Nigeria) hanno già minacciato di intervenire per ripristinare l’ordine in Niger.

La preoccupazione europea è anche connessa al potenziale impatto sulla sicurezza del continente. Oltre al rischio dell’ulteriore espansione delle attività dei gruppi terroristici nella regione, e l’aumento dell’immigrazione irregolare, il Niger è uno dei principali produttori di uranio al mondo, e una parte importante di questo uranio è diretta in Francia. Parigi avrebbe potuto tentare di aumentare l’import dal Paese del Sahel per ridurre la sua dipendenza dall’uranio russo, ma con il cambio di regime tale futuro si fa incerto.

Data l’attività russa in Burkina Faso e Mali – inclusa la presenza dei mercenari Wagner – non è possibile escludere il suo ruolo anche nel colpo di Stato in Niger, Paese prossimo ai due. Questo trasformerebbe il Sahel in uno spazio a trazione russa, dopo che per secoli ha subito il controllo o l’influenza europei. Con gli attuali rapporti conflittuali tra Russia ed Europa, la presenza di Mosca nel Sahel non può lasciar tranquilli gli europei.

In risposta al deteriorarsi della situazione, diversi Paesi stanno offrendo ai loro concittadini la possibilità di lasciare al più presto il Niger. In merito, il Ministro degli Esteri Tajani ha diramato il seguente messaggio questa mattina: “Il governo italiano ha deciso di offrire ai nostri concittadini presenti a Niamey la possibilità di lasciare la città con un volo speciale per l’Italia. L’Ambasciata a Niamey resterà aperta e operativa, anche per contribuire agli sforzi di mediazione un corso”. Le prossime ore saranno cruciali per capire il destino del Niger.