In risposta alla guerra scoppiata in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi gli Huthi, fazione yemenita affiliata all’Iran, hanno deciso di lanciare, fin da ottobre, attacchi missilistici contro Israele e hanno provato a interrompere il traffico mercantile che passa dal Mar Rosso lanciando missili e droni contro le navi ivi transitanti. Visti i rischi, diverse compagnie hanno momentaneamente bloccato le loro navi o le hanno reindirizzate verso rotte più lunghe e, quindi, costose.
Tuttavia, il Canale di Suez (inaugurato nel 1869) è uno snodo cruciale da cui passa circa il 7.5% del commercio mondiale e in conseguenza di ciò un rallentamento del traffico transitante dal Mar Rosso sarebbe un danno enorme per l’economia globale. Pertanto, gli Stati Uniti, insieme a diversi Paesi alleati tra cui l’Italia, hanno deciso di mettere in piedi una task force volta alla protezione delle navi che si trovano a incrociare in quelle acque.
Le navi militari che verranno dispiegate nelle acque del Mar Rosso e del Golfo di Aden per partecipare alla missione denominata Operation Prosperity Guardian offriranno una protezione generale al naviglio mercantile con l’obiettivo di rendere più sicuro il transito, garantendo così il costante flusso di merci. La missione sarà inquadrata nella Combined Task Force 153 già attiva nella zona dal 2022.
