CRESCE IL PESSIMISMO PER LA GUERRA IN UCRAINA
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Nelle ultime settimane sta crescendo un movimento di protesta in Ucraina per le condizioni dei soldati al fronte. Decine di donne ucraine si stanno unendo, iniziando a manifestare in diverse città del Paese, per chiedere che i loro mariti e compagni possano tornare a casa dopo più di un anno e mezzo da quando sono al fronte. E’ possibile che le proteste continueranno ad allargarsi con il protrarsi del conflitto. Per l’Ucraina non è una buona notizia, ed è il segnale che il fronte interno incomincia a essere stanco del conflitto. Per evitare questo il governo ucraino ha, fin da quando la situazione è migliorata su tutto il fronte, consentito un normale svolgimento della vita pubblica nel Paese. Ora, però, questo si sta trasformando in un’arma a doppio taglio, con centinaia di persone che iniziano a domandarsi se sia giusto che mentre i loro padri, figli, mariti e fratelli muoiono al fronte a Kiev si continui con la vita normale, come se non ci fosse un conflitto in corso.
Soprattutto, le proteste di queste donne invitano a una riflessione sul piano militare e strategico. Se forze mobilitate, quindi non professionisti militari, sono al fronte da oltre un anno e mezzo, senza praticamente fare pause significative, significa che queste forze sono oramai totalmente logorate. In una guerra ad alta intensità come quella tra Russia e Ucraina, i soldati hanno bisogno di ruotare frequentemente e avere adeguati periodi di riposo tra un dispiegamento al fronte e il successivo. Se questo non viene fatto, l’utilità marginale delle forze schierate scende progressivamente in parallelo con la loro usura fisica e mentale. Inoltre, molte donne scese in piazza a protestare hanno dichiarato che i loro compagni hanno ricevuto un addestramento molto basilare, ulteriore punto a sfavore della situazione complessiva per le forze armate ucraine.
Se nei prossimi mesi non saranno inserite forze fresche, nell’ordine delle decine di migliaia, e se la Russia dovesse fare una nuova mobilitazione parziale, e resistere nei prossimi mesi ai tentativi di offensiva ucraina, il rischio è che nell’estate del 2024 si vedrà una Russia capace di schierare forze fresche in diversi punti del fronte ad affrontare forze ucraine oramai logorate dal lungo conflitto. Fino a questo momento l’Ucraina è stata eroicamente in grado di resistere agli assalti russi molto meglio di quanto previsto in origine, al punto tale che nella primavera dello scorso anno, prima dell’offensiva ucraina, molti ritenevano che Kiev fosse sul punto di vincere la guerra. Ora, però, si addensano nebbie all’orizzonte e il rischio che la Russia riesca a ottenere condizioni migliori sul campo, e quindi eventualmente anche per futuri negoziati, si fa sempre più serio.
Il 2024, poi, è anno di elezioni negli Stati Uniti e anche nel Paese che più ha sostenuto lo sforzo bellico ucraino inizia a esserci stanchezza. Diversi candidati repubblicani hanno già fatto sapere di voler dare priorità al fronte interno o allo scontro futuro con la Cina piuttosto che alla guerra in Ucraina. In generale, il pubblico americano è sempre meno propenso a dare ingenti aiuti a Kiev. Allo stesso tempo, l’Europa non sembra in grado di fare fronte al progressivo calo dell’impegno statunitense, calo che si vedrà soprattutto a partire dai primi mesi del 2024. Il futuro dell’Ucraina, dunque, resta incerto e l’unica cosa sicura è che l’ottimismo della prima parte del 2023 ha ora lasciato il posto a un cauto pessimismo. Il 2024 potrebbe dunque essere l’anno decisivo per le sorti dell’Ucraina e del sistema internazionale nel suo complesso.
