Ennesima nottata di diffuse e intense proteste di piazza in Israele, in risposta all’approvazione di una parte della riforma della giustizia voluta dal governo Netanyahu. La legge approvata nella giornata di ieri dalla Knesset prevede l’impossibilità per la Corte Suprema del Paese di cancellare una legge sulla base della sua presunta “non ragionevolezza”.
Le proteste nel Paese continuano da mesi, e sono le più grandi mai registrate. In aggiunta alle decine di migliaia di manifestanti, anche centinaia tra ex politici e militari si sono schierati contro la riforma. Anche molti medici si sono uniti alle proteste, promettendo uno sciopero generale. Il governo, però, ritiene la riforma della giustizia essenziale per uniformare il sistema giuridico del Paese a quello degli altri Stati occidentali, riducendo la discrezionalità assegnata alla Corte Suprema.
Nonostante le proteste siano, a oggi, tendenzialmente pacifiche, il rischio di escalation resta presente.
