I rischi del viaggio nel 2021

I rischi del viaggio nel 2021

29 Gennaio 2021 - Approfondimenti

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Innumerevoli sono i rischi e le minacce che si preannunciano quest’anno per i traveler. Occorre essere preparati nel valutarli correttamente ed a minimizzarli.

Cube srl può darvi un importante aiuto in questo.
Gli effetti di tempeste e incendi continueranno ad essere più gravi a causa dei cambiamenti climatici. Il personale di emergenza non sarà però in grado di rispondere tempestivamente in tutti quei Paesi alle prese con una nuova ondata di Coronavirus.

  • La pandemia continuerà a testare la capacità della sanità pubblica e privata di molti Paesi, mettendo a dura prova le funzioni di routine e mitigando gli effetti sulla salute nel 2021 e oltre.
  • L’effetto dirompente e in continua evoluzione della pandemia continuerà sicuramente nel 2021 su tutto il sistema dei viaggi.
  • Le probabili minori entrate fiscali e il disavanzo pubblico in aumento costringeranno i Governi di tutto il mondo ad attuare dolorose misure di austerità, inclusi tagli ai programmi sociali. Questo potrebbe portare con sé il pericolo di disordini popolari.
  • È previsto un aumento della criminalità, come furti d’auto e furti con scasso, nei Paesi in via di sviluppo e semi-sviluppati. Qui lo Stato non è infatti in grado di fornire un aiuto finanziario adeguato alle persone colpite dalla recessione economica innescata dalla pandemia. Paesi come Nigeria, Brasile, Venezuela, Sud-Africa ed Egitto potranno essere particolarmente colpiti.
  • Le tensioni in medio oriente e tra Iran ed Israele non sembrano voler diminuire. Molto dipenderà dalla politica adottata dal presidente americano Joe Biden.
  • L’ampia area del Corno d’Africa è a grave rischio di destabilizzazione poiché l’attuale conflitto potrebbe estendersi ulteriormente negli Stati vicini. Tra essi Eritrea, Sudan e Somalia. Si aggraveranno pertanto le sfide umanitarie e di sicurezza.
  • Vi è una incertezza politica globale nel Regno Unito dopo la Brexit e negli Stati Uniti dopo la sconfitta di Trump. La Nato dovrà invece affrontare il presidente turco Erdogan, mentre questo continua ad impegnarsi nell’avventura militare attraverso il Medio Oriente e il Caucaso meridionale. Nell’Asia Paesi come Taiwan, Giappone, Corea del Sud e Australia chiederanno maggiore attenzione per affrontare una Repubblica popolare cinese incoraggiata, che ha schiacciato il dissenso a Hong Kong.