La decisione OPEC aggrava la crisi energetica

La decisione OPEC aggrava la crisi energetica

6 Ottobre 2022 - News

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Nella giornata di ieri OPEC+ ha deciso un taglio di due milioni di barili al giorno delle quote di produzione di petrolio, con lo scopo di arrestare la discesa del prezzo del greggio. Dopo l’annuncio il prezzo del petrolio è tornato a salire.

Il Presidente americano Biden ha immediatamente stigmatizzato la mossa, che mette ulteriormente sotto pressione il mercato dell’energia, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio in un momento congiunturale sfavorevole. La spokeswoman della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha duramente criticato la scelta, sostenendo che “[i]t’s clear that OPEC+ is aligning with Russia with today’s announcement”.

Appare chiaro che la pressione internazionale di Washington volta a isolare la Russia non sta ottenendo, al di fuori dell’Occidente, gli effetti sperati. La decisione OPEC, infatti, viene vista positivamente da Mosca, che ha necessità di tenere alti i prezzi delle materie prime.

Le pressioni della Casa Bianca, in particolare, sono state ignorate dall’Arabia Saudita, Paese leader dell’OPEC. Lo storico alleato degli Stati Uniti, infatti, ha progressivamente irrigidito la sua postura in risposta alla percepita ostilità della nuova Amministrazione democratica. Con ogni evidenza, il viaggio del Presidente Biden nel Golfo di pochi mesi fa non è bastato a ristabilire ottime relazioni e i sauditi hanno ignorato le richieste americane di aumentare o almeno di stabilizzare la produzione di petrolio.

Chiaro è che per l’Europa la decisione OPEC+ va ad aggravare una situazione economica già decisamente difficile, visti soprattutto i prezzi dell’energia che, ora, non potranno che crescere ulteriormente.