Il Medio Oriente è sempre più a rischio escalation dopo che nella nottata di sabato l’Iran ha lanciato un massiccio attacco contro Israele, impiegando centinaia tra droni e missili. E’ la prima volta che l’Iran lancia un attacco diretto verso lo Stato ebraico, e di natura, tra l’altro, così massiccia.
Grazie anche all’aiuto di diversi Paesi occidentali (tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito), la totalità dei droni e la maggior parte dei missili sono stati intercettati. Alcuni di essi, tuttavia, sono arrivati a bersaglio, pur senza causare danni significativi.
L’attesa risposta iraniana è infine arrivata. Teheran ha annunciato piena soddisfazione per l’operato delle sue Forze Armate e ritiene così vendicata l’uccisione dei suoi ufficiali a Damasco. Ha inoltre intimato a Gerusalemme di non rispondere all’attacco. Anche da Washington vengono inviti alla moderazione.
Tuttavia, per gli israeliani risulta fondamentale dare una risposta vista la significatività dell’attacco subito, soprattutto da un punto di vista simbolico. L’obiettivo di Gerusalemme sarà cercare di ristabilire la deterrenza, magari colpendo obiettivi su suolo iraniano, rispondendo così in maniera proporzionale. Il rischio che la situazione vada fuori controllo, tuttavia, è particolarmente significativo.
