Le forze ucraine hanno lanciato un attacco a sorpresa nella regione russa di Kursk: le forze russe, impreparate a tale evenienza, si sono ritirate in alcuni punti per più di 20km. Prima di questo attacco, brevi incursioni in territorio russo erano state condotte solo da formazioni composte da russi espatriati inquadrati nell’esercito ucraino. In questo caso, invece, l’attacco è stato condotto direttamente dalle forze armate ucraine, anche con l’ausilio di mezzi occidentali.
L’attacco è stato, inoltre, lanciato da brigate meccanizzate esperte, la 22esima e l’82esima, che hanno sfruttato velocità e fattore sorpresa per occupare una parte considerevole di territorio russo. Il ministero della Difesa russo sostiene di aver arginato l’attacco ma diversi commentatori russi sono rimasti scioccati dall’accaduto e lamentano l’incapacità dei vertici delle forze armate di prevedere l’attacco e attrezzarsi di conseguenza. Come mostra la mappa sottostante, l’avanzata in profondità è confermata anche dai principali military blogger russi (mappa di Rybar).

Restano ancora poco chiare le ragioni di una tale offensiva, soprattutto in un momento in cui l’inerzia del conflitto non volge in favore degli ucraini. A tale riguardo, nelle ultime settimane i russi sono avanzati in parecchie zone del fronte, molto rapidamente, senza che gli ucraini fossero seriamente in grado di ostacolarli. Inoltre, sembra difficile che questo sfondamento ucraino, seppur significativo, possa portare a particolari guadagni strategici.
Innanzitutto, i russi hanno una consistente forza di riserva che, una volta schierata, dovrebbe essere in grado di arrestare l’attacco senza grosse difficoltà e, lentamente, respingere le forze di Kiev oltre il confine. Inoltre, i russi hanno una superiorità in termini di uomini a disposizione, quindi difficilmente verranno prelevati soldati che stanno combattendo in zone del fronte dove la Russia avanza per tappare la falla apertasi a Kursk.
Perché, dunque, impegnare forze in un attacco diretto al territorio russo, con scarsa probabilità di ottenere vantaggi strategici e in un momento difficile del conflitto? L’ipotesi più probabile è che la leadership ucraina voglia mandare un messaggio ai russi e all’Occidente che è ancora in grado di infliggere danni considerevoli alla Federazione Russa, e che l’unica soluzione possibile per l’uscita dal conflitto è un negoziato onesto tra le parti. In assenza di ciò, la Russia dovrà continuare a lungo in un conflitto estremamente costoso.
Inoltre, l’operazione mostra come l’Ucraina abbia ancora serie capacità offensive, mentre la Russia vulnerabilità anche sul suo territorio. Pertanto, potrebbe convincere i leader russi a esplorare seriamente la strada del negoziato. A poche ore dall’inizio dell’operazione, però, non è possibile ancora tirare le conclusioni sulla stessa: può anche essere che, sempre alla luce di un possibile negoziato, l’Ucraina voglia occupare parte del territorio russo per scambiarlo con porzioni del suo. Anche questa ipotesi è abbastanza improbabile, dato che sarà difficile mantenere il controllo sullo stesso in assenza di fortificazioni adeguate. Oppure potrebbe essere una mossa quasi disperata per invertire l’inerzia del conflitto. Solo nelle prossime ore potranno essere chiariti meglio alcuni aspetti qui esaminati.
