Marco Zennaro, l’imprenditore veneto in carcere in Sudan. Come prevenire i rischi dei viaggi d’affari in Paesi pericolosi.
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Marco Zennaro, imprenditore veneto di 46 anni, si trova da due mesi in carcere in Sudan per un contenzioso commerciale.
La controversia riguarda una partita di trasformatori elettrici che la ditta di Zennaro ha venduto al suo distributore locale che l’aveva però ritenuta non conforme al contratto. Marco Zennaro si è così recato di persona a Khartum per comprendere le ragioni della contestazione. Da allora non è più riuscito a fare ritorno in Italia, incarcerato nelle prigioni sudanesi senza che nessuno possa vederlo. La Farnesina sta cercando una conciliazione con i clienti finali della fornitura e con la società elettrica sudanese Sedc, diretta da un parente stretto del generale Mohammed Dagalo, vice presidente del governo di transizione in Sudan. Le condizioni di prigionia di Zennaro sono a dir poco disumane: uno stanzino sottoterra al buio, senz’acqua né gabinetto e nessun modo di comunicare con l’esterno. Un successivo trasferimento in un altro carcere lo ha portato a condividere lo spazio con altri 200 detenuti, tutti ammassati ed esposti ad un caldo terribile.
La vicenda evidenzia nuovamente la pericolosità dei viaggi in Paesi considerati a rischio e con standard democratici e di garanzia dei diritti ben diversi da quelli dei Paesi occidentali. Senza un’adeguata preparazione dell’intero viaggio ed una approfondita conoscenza, sempre aggiornata, delle varie dinamiche socio-politiche del Paese di destinazione, il viaggiatore si pone in una situazione di grave rischio per la sua incolumità. Informazioni e servizi che non possono essere lasciati al caso ma che solo professionisti del settore possono garantire, assieme alla predisposizione di adeguate contromisure e piani di evacuazione.
