Ieri si è concluso il Summit NATO, organizzato a Madrid in occasione dei 40 anni dell’ingresso della Spagna nell’Alleanza Atlantica. I leader dei Paesi membri si sono incontrati in un momento estremamente delicato per la sicurezza dell’Occidente e del mondo. L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio scorso, segna una cesura netta: il mondo del futuro sarà molto più instabile e insicuro rispetto ai trent’anni passati.
Primo risultato fondamentale del Summit, dopo aver superato l’opposizione della Turchia, è stato l’invito a Finlandia e Svezia di unirsi all’Alleanza. Inoltre, un nuovo Concetto Strategico è stato approvato. Il documento guiderà l’azione della NATO nei prossimi anni ed è quindi di fondamentale importanza. Il linguaggio è profondamente differente rispetto a quello precedente, uscito nel 2010. La Russia è ora indicata come principale minaccia alla sicurezza Euro-Atlantica, mentre nel 2010 veniva ancora considerata come un partner.
Altro sviluppo rilevante è l’attenzione dedicata alla Cina, sempre più considerata come un potenziale competitor per l’Alleanza. Oltre a una critica delle politiche cinesi, ritenute lesive dell’ordine internazionale, viene posto l’accento sulla progressiva saldatura tra Mosca e Pechino, sviluppo che preoccupa notevolmente gli alleati NATO. Ampio spazio, poi, è dedicato a temi quali cybersicurezza, ambiente, terrorismo e minacce ibride.
Al Summit, inoltre, è stato deciso di portare la Forza di Reazione Rapida da 40.000 a oltre 300.000 uomini, è stato creato un fondo per l’innovazione in campo tecnologico ed è stato confermato il pieno sostegno dell’Alleanza all’Ucraina. In particolare, i membri NATO si impegnano a continuare la fornitura di armamenti e di aiuti economici. Infine, al Summit hanno partecipato per la prima volta anche Australia, Corea del Sud, Giappone e Nuova Zelanda, a dimostrazione della volontà NATO di proiettarsi sempre più fuori dallo spazio Euro-Atlantico e stringere partnership con altri attori importanti del Sistema Internazionale.
Ciò che più traspare da questi giorni è la fine di un’epoca: la competizione tra grandi potenze è tornata e rimarrà, come sempre nella storia, la caratteristica fondamentale delle dinamiche internazionali. A questo si uniscono nuove minacce e nuove sfide, dal campo della cybersicurezza a quello dell’ambiente. Per l’Italia, poi, rimane la questione fondamentale del deteriorarsi dello scenario di sicurezza in Africa: qui la NATO dovrà impegnarsi in una politica proattiva, per non essere poi costretta a rincorrere gli eventi allo scoppiare di una crisi già annunciata.
