Negli ultimi giorni è salita considerevolmente la tensione in Moldavia, in particolare in Transnistria, regione semi-indipendente moldava che, dalla fine della Guerra Fredda in poi, ha visto dispiegati militari russi a sua tutela.
Fin dall’inizio della guerra in Ucraina si è temuta la possibilità di un’asse di invasione russo originato dalla Transnistria; tuttavia, le forze russe di stanza in Transnistria sono numericamente limitate e senza grandi capacità offensive.
In settimana, però, gli ucraini hanno lanciato l’allarme sulla possibile volontà russa di conquistare l’aeroporto di Chisinau, capitale moldava, da utilizzare come punto di arrivo per rinforzi russi che avrebbero potuto occupare il Paese.
In risposta, l’Ucraina ha spostato diverse unità a confine con la Transnistria in preparazione di un’eventuale manovra volta a neutralizzare le forze russe lì presenti e, in aggiunta, conquistare un importante deposito di munizioni sovietico.
La Russia, al contrario, sostiene che quanto affermato dall’Ucraina sia falso e che sia proprio Kiev quella interessata ad alzare la tensione in Moldavia per poter intervenire contro le forze russe. Secondo il Ministero della Difesa russo, gli ucraini starebbero preparando una false flag da usare come giustificazione per un successivo intervento ucraino in Transnistria.
Non è chiaro quale sia la realtà dei fatti, ma il rischio dell’apertura di un “fronte moldavo” cresce di ora in ora. Si suggerisce, dunque, di evitare viaggi non essenziali in Moldavia nelle prossime settimane.
