Tra ieri e questa notte la Federazione Russa ha lanciato un massiccio attacco alle infrastrutture strategiche ucraine. Sono stati impiegati più di duecento tra missili, inclusi gli ipersonici Kinzhal, e droni. Almeno sette cittadini ucraini sono rimasti uccisi negli attacchi, e decine sono i feriti.
L’attacco russo è uno dei più massicci dall’inizio della guerra e ha puntato alla rete energetica ucraina e ad altre infrastrutture e basi strategiche. Diversi blackout sono stati segnalati in tutta l’Ucraina, incluso a Kiev, dove è stata colpita una centrale idroelettrica. Gli Stati Uniti e gli alleati europei hanno ribadito il loro sostegno a Kiev.
La decisione russa di colpire così duramente l’Ucraina sembra essere arrivata in risposta all’attacco di Kiev nella regione russa di Kursk, dove ancora le forze ucraine stanno avanzando e hanno ora occupato una porzione significativa di territorio russo.
Non è chiaro se i russi hanno ancora una quantità di missili e droni sufficienti a lanciare ripetuti attacchi di questo tipo nelle prossime settimane. Tuttavia, la rete energetica ucraina è già stata provata da altri attacchi simili e si trova ora in uno stato precario.
Inoltre, a causa dell’offensiva ucraina a Kursk, nonostante i guadagni territoriali ottenuti in quella zona, Kiev ha dovuto sguarnire il fronte del Donbass, dove ora i russi avanzano velocemente verso importanti posizioni strategiche, senza trovare la solita resistenza delle forze ucraine.
