Proteste Covid in tutto il mondo, i rischi concreti per il traveler.
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Non passa giorno che non si vedano al telegiornale o si leggano sui giornali servizi circa i tanti disordini in giro per il mondo a causa del COVID.
Manifestazioni, proteste, tumulti, scioperi, autostrade bloccate, possono essere una fonte di elevato rischio per il traveler, il dipendente di un’azienda che viaggia per lavoro.
Molte di queste proteste e manifestazioni sono imprevedibili ed assumono anche forme violente. Possono esserci scioperi a causa della carenza di DPI o a causa di condizioni di lavoro non adeguate, proteste nei confronti dell’autorità dovute all’insorgenza di ostilità a causa delle misure restrittive prolungate (coprifuoco, lockdown), episodi di terrorismo da parte di singoli o di gruppi contro simboli statali (politici, infrastrutture governative, personale sanitario e militare), episodi di maggiore criminalità come ad esempio furti di forniture mediche oltre ad episodi di violenza nei confronti di stranieri ritenuti responsabili per la diffusione della pandemia. Tutti questi episodi sono valutabili con un’attenta analisi su fonti aperte, anche locali.
Al fine di mitigare gli effetti negativi di suddetti episodi, il traveler dovrebbe poter usufruire di servizi di continua e costante reperibilità, in modo che possa essere costantemente aggiornato sull’evolversi delle varie proteste. Occorre inoltre che l’azienda per la quale il traveler lavora, sia in grado di predisporre un’attenta analisi delle situazioni in atto e predisporre un piano di crisi, validato e continuamente aggiornato. Un piano di crisi attivabile nel più breve tempo possibile mediante un’assistenza qualificata e continua.
