Il rapimento virtuale è un reato molto diffuso nei Paesi a rischio per il Traveler, soprattutto nell’America centrale e meridionale. Di cosa si tratta?
Il rapimento virtuale è un reato molto diffuso nei Paesi a rischio per il Traveler, soprattutto nell’America centrale e meridionale. Recentemente tale pratica trova diffusione anche negli Stati Uniti. Nei rapimenti virtuali il criminale fa credere alla vittima (il nostro Traveler) di aver rapito un suo familiare, pretendendo in cambio della sua liberazione una somma di denaro.
A questo scopo il rapitore virtuale necessita di alcune semplici informazioni del finto rapito (numero di telefono ed altre informazioni reperibili anche dai vari social) così come del numero di telefono del nostro Traveler. Oltre a ciò deve impedire che il Traveler tenti di contattare il finto rapito e la polizia.
Il procedimento è abbastanza semplice. Il finto rapitore telefona alla sua vittima, facendogli credere di aver rapito suo figlio o un altro familiare e chiedendo qualche migliaio di dollari per liberarlo. Al contempo un complice telefona al finto rapito, tenendolo il più possibile occupato al telefono ed impedendo così che possa essere raggiunto telefonicamente dai suoi familiari. I tempi per la richiesta del denaro sono molto stringenti e brevi, al massimo qualche ora. Grazie alle ricerche sui social i rapitori sono in grado di fornire al Traveler alcune informazioni sul finto rapito, così da dare una maggiore autenticità al tutto.
Molte vittime, colte alla sprovvista e del tutto inesperte di queste situazioni, obbediscono ai finti rapitori e consegnano ai complici la somma di denaro richiesta o effettuano un bonifico. In moltissimi casi il Traveler viene costretto a rimanere al telefono con il finto rapitore, in modo da evitare che possa chiamare aiuti o rintracciare la persona che teme sia stata rapita.
Un’altra versione del piano prevede che il criminale si travesta da poliziotto e che contatti fisicamente e di persona il Traveler, informandolo che si teme che qualche Cartello della droga voglia rapirlo. Il finto poliziotto invita la vittima a cambiare albergo e a dargli il cellulare per impedire che i potenziali rapitori possano sorvegliarlo. Appena arrivato nel nuovo albergo, al Traveler viene chiesto di non parlare con nessuno e di fornire il numero di cellulare di un suo familiare, al fine di rassicurarlo. In verità il finto poliziotto è così in grado di contattare il familiare e di chiedergli un riscatto in denaro per la liberazione del Traveler.
Come sempre avviene in questi casi, il sapere che esistano simili trucchi può essere utile ai Traveler per evitare di cadere in inganno. Non si dovrebbero poi mai fornire troppe indicazioni private sui social. Nel caso si finisse comunque vittima di un simile raggiro, è sempre utile chiedere di parlare con il presunto rapito e tentare in qualsiasi modo di prendere contatti con lui o con la polizia.
