Regge la tregua tra Israele e i Palestinesi. Rimangono tensioni e rischi elevati.
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Sembra reggere la tregua raggiunta lo scorso venerdì 21 maggio tra Israele e i Palestinesi della Striscia di Gaza dopo 11 giorni di scontri.
La sospensione dei combattimenti, che ha visto la mediazione del governo egiziano di Al-Sisi, è stata accolta con soddisfazione dalla comunità internazionale.
Gli scontri sono iniziati il 6 maggio con proteste e rivolte dei palestinesi a Gerusalemme contro una decisione della Corte Suprema di Israele in merito allo sgombero di alcuni residenti palestinesi in un quartiere di Gerusalemme Est. Le proteste si sono rapidamente trasformate in scontri violenti tra manifestanti ebrei e palestinesi.
Il 10 maggio, in seguito ai disordini a Gerusalemme, Hamas e la Jihad islamica palestinese hanno iniziato ad attaccare militarmente Israele, lanciando razzi e missili contro le città israeliane dalla Striscia di Gaza. Israele, dopo una serie di avvertimenti, ha risposto con attacchi aerei. Scontri aerei e di artiglieria tra le due parti sono continuati quotidianamente fino al 21 maggio, quando Israele ed Hamas si sono accordate per un cessate il fuoco a partire dalle 2 di notte locali.
In tutto il Territorio Palestinese Occupato, la situazione rimane però tesa, tanto che un inasprimento della situazione è possibile in qualsiasi momento. Fasi di calma apparente possono essere interrotte senza preavviso da disordini o da atti di violenza. Le tensioni, che rimangono elevatissime, possono sfociare in avvenimenti rilevanti sotto il profilo della sicurezza per tutti i viaggiatori: proteste violente, atti di violenza tra la popolazione israeliana e palestinese o scontri violenti tra la popolazione e le forze di sicurezza.
Nel frattempo la polizia israeliana ha annunciato che ha intenzione di arrestare, nei prossimi giorni, centinaia di cittadini palestinesi in Israele per la loro partecipazione ai recenti sit-in contro i fatti avvenuti a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza.
