Dopo la conclusione, in favore dell’Azerbaijan, dell’offensiva da quest’ultimo scatenata nel Nagorno Karabakh, le tensioni tra i due Paesi non sono scemate. Al contrario, di recente si assiste a un progressivo indurimento della narrativa tra le parti. Il Ministro della Difesa armeno ha annunciato riforme in ambito militare, probabilmente temendo un’ulteriore escalation che potrebbe essere rappresentata da un attacco diretto dell’Azerbaijan al Paese.
Inoltre, i due Paesi non sembrano essere in grado di trovare un accordo su diversi punti rilevanti come la demilitarizzazione dei confini e il riconoscimento dell’integrità territoriale dei due Stati.
L’Armenia, intanto, continua nel suo processo di avvicinamento all’Occidente e di sganciamento dalla sfera di influenza russa. In merito, il 5 aprile si è tenuto un importante incontro a Bruxelles tra il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il Segretario di Stato americano Antony Blinken, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea Josep Borrell.
Oltre a irritare i russi, però, l’incontro ha suscitato proteste anche in Turchia, che ha criticato l’Armenia per aver tenuto l’incontro senza coinvolgere l’Azerbaijan. Il clima resta, indubbiamente, teso.
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