Nelle ultime ore l’Europa torna a vivere l’incubo degli attentati. Come già previsto anche da noi all’indomani dell’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre, il riaccendersi dello scontro in Terra Santa ha risvegliato anche le cellule dormienti in Europa.
Il primo attacco mortale è stato registrato ad Arras, in Francia, dove il 13 ottobre un giovane ceceno ha ucciso a coltellate un professore. L’attentatore era già sotto sorveglianza, così come la sua famiglia: il fratello aveva già ricevuto una condanna per aver pianificato un attentato all’Eliseo. Le misure non sono bastate per prevenire la tragedia. Due allarmi bomba, poi, hanno fatto scattare evacuazioni al Louvre e a Versailles.
Nella giornata di ieri, poi, il terrore è tornato anche in Belgio. Un uomo ha infatti aperto il fuoco contro dei cittadini svedesi, probabilmente in città per la partita di calcio Belgio-Svezia (subito sospesa), uccidendone due. L’allerta è stata alzata a livello massimo, come già fatto in Francia. Nella mattinata di oggi l’attentatore di origini tunisine è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Restano ricercate altre due persone ritenute coinvolte nell’attacco di ieri.
In mattinata anche in Italia è arrivata una stretta nei confronti di possibili minacce alla sicurezza. Sono stati infatti arrestati due uomini di origine egiziana per la loro vicinanza allo Stato Islamico. In una nota rilasciata dal Procuratore Capo di Milano si comunica che i due arrestati sarebbero “estremamente attivi nella propaganda e nel proselitismo digitale per conto dell’Isis […] alla quale [organizzazione] avrebbero prestato giuramento di appartenenza e di fedeltà”. Resta purtroppo probabile che a questi attacchi ne seguiranno altri nelle prossime settimane.
© Immagine di copertina: Kenzo Tribuillard/AFP
