AGGIORNAMENTI DALL’UCRAINA

AGGIORNAMENTI DALL’UCRAINA

12 Febbraio 2025 - Approfondimenti, News

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Con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca per il suo secondo mandato si è tornati a parlare di possibile pace tra Ucraina e Russia. La nuova Amministrazione si sta già muovendo in tal senso e un possibile piano di pace è già stato riportato dalla stampa. Innanzitutto, una telefonata tra Trump e Putin, già avvenuta, per avviare le negoziazioni. Le stesse dovrebbero prevedere un incontro tra il leader russo e Zelensky nelle prossime settimane, seguito da un cessate il fuoco entro Pasqua, con il ritiro degli ucraini dalla regione russa di Kursk.

In questo piano, per facilitare l’accordo tra le parti, all’Ucraina sarebbe bloccata la strada verso la NATO ma sarebbe previsto l’ingresso nell’Unione Europea entro il 2030. Inoltre, Kiev dovrebbe dichiarare la neutralità e rinunciare a nuove mobilitazioni. Tuttavia, l’Ucraina potrebbe mantenere le forze armate all’attuale livello e continuerebbe a ricevere aiuti militari dagli Stati Uniti; in cambio, rinuncerebbe alla volontà di riconquistare i territori persi e riconoscerebbe la sovranità russa sugli stessi.

In realtà, una pace tra i due Paesi è più complessa di quanto possa apparire sulla carta. Un nodo cruciale, ad esempio, è legato alle garanzie sulla sicurezza ucraina. In altre parole: chi si impegna a garantire le nuove linee di confine una volta siglato il cessate il fuoco? Washington sembra voler assegnare quel compito alle forze armate dei Paesi europei, che sono tuttavia restii a farsi carico di tale incombenza. Inoltre, non c’è sicurezza che, nel momento in cui Mosca dovesse decidere per un nuovo attacco all’Ucraina, le forze europee resteranno sul terreno. Più probabile sarebbe, infatti, un ritiro delle stesse prima dell’inizio di un nuovo conflitto, e ciò renderebbe la loro presenza poco utile.

C’è poi il tema della ricostruzione. Anche in questo caso la stessa graverebbe principalmente sulle spalle degli europei che, però, data anche la difficile congiuntura economica, non sembra abbiano la forza per potersi fare carico di un tale gravoso compito. Infine, la Federazione Russa chiederà di sospendere o cancellare almeno parte delle sanzioni economiche poste sulla stessa. Altra questione complessa, dato che togliere le sanzioni significherebbe favorire un più rapido recupero e riarmo di Mosca.

Sul fronte, tuttavia, la situazione da tempo non è particolarmente rosea per le forze ucraine. Se è vero che la Federazione Russa, nell’anno appena trascorso, non ha fatto registrare significativi avanzamenti sul fronte, comunque continua a conquistare territorio senza che gli ucraini riescano a bloccare la costante erosione del fronte. Inoltre, la Russia, come logico attendersi, sembra avere una capacità maggiore di sostituire le forze esaurite al fronte con uomini freschi, mentre per gli ucraini è sempre più difficile. Nonostante non ci si attenda un collasso ucraino in tempi brevi, la continua erosione potrebbe portare a un punto di rottura nei prossimi mesi.

Di converso, anche le forze della Federazione Russa non sono infinite. A livello economico si sentono gli effetti delle sanzioni e della guerra prolungata. Gli arsenali sono quasi vuoti e i nuovi mezzi non riescono a compensare le enormi perdite al fronte. Sempre più si vedono attacchi condotti da unità di fanteria con scarso o assente supporto di mezzi pesanti. Pertanto, una conclusione del conflitto potrebbe essere oramai accettabile anche per Mosca, nonostante abbia fallito in questi anni nel raggiungere gli obiettivi fissati a inizio del conflitto.

Resta dunque da vedere se la nuova Amministrazione sarà in grado di trovare il giusto bilanciamento tra tutte queste variabili e contribuire nel portare a conclusione un conflitto che oramai prosegue da tre anni, con centinaia di migliaia di morti e feriti da ambo le parti.