ATTENTATI NEGLI STATI UNITI E I RISCHI PER L’INAUGURAZIONE
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Un attacco a New Orleans il giorno di Capodanno ha riacceso le preoccupazioni sulla minaccia rappresentata dall’ISIS negli Stati Uniti. L’attentatore, Shamsud-Din Jabbar, 42 anni, cittadino statunitense ed ex veterano dell’esercito, ha travolto una folla su Bourbon Street con un camion a noleggio e ha ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia, causando 15 morti (attentatore incluso) e decine di feriti. All’interno del veicolo è stata trovata una bandiera dell’ISIS, e poco prima dell’attacco l’uomo aveva giurato fedeltà al gruppo in video pubblicati su Facebook.
L’attacco non arriva a sopresa, dato che da mesi l’ISIS diffondeva propaganda online, incoraggiando attacchi durante il periodo festivo, invitando i suoi seguaci a lanciare attacchi poco complessi da organizzare ma di sicuro impatto, come accoltellamenti e investimenti con veicoli. L’ISIS, del resto, non ha mai smesso di essere classificato come minaccia rilevante alla sicurezza nazionale statunitense: nel solo 2024 almeno cinque sono i tentativi di attentati organizzati da ISIS sventati nel Paese.
In aggiunta, lo stesso giorno un’esplosione ha coinvolto un Tesla Cybertruck parcheggiato davanti all’ingresso principale del Trump International Hotel a Las Vegas. L’occupante del veicolo si è tolto la vita con un colpo di pistola poco prima della detonazione, che ha ferito sette passanti. Il veicolo conteneva fuochi d’artificio e bombe a gas, che hanno causato l’esplosione; la stessa, quindi, non era legata a un malfunzionamento del veicolo, come erroneamente da alcuni sostenuto all’inizio.
L’autore dell’attacco è Matthew A. Livelsberger, un soldato americano delle Forze Speciali dell’Esercito, attualmente in licenza da una missione all’estero. Livelsberger avrebbe agito, come da lui dichiarato in due lettere, per mandare un messaggio politico e per alleviare i suoi disturbi mentali. In particolare, il soldato sarebbe stato a conoscenza di segreti militari e, per questo, tenuto sotto osservazione.
I due casi hanno riacceso la paura negli Stati Uniti per il pericolo attentati, soprattutto dato che a breve – 20 gennaio – si terrà la seconda inaugurazione del Presidente Donald Trump. Imponenti misure di sicurezza saranno dispiegate, ma il rischio di un nuovo attentato resta alto.
