Nella giornata di ieri almeno cinque persone sono state uccise e oltre duecento sono rimaste ferite (40 in condizioni critiche) dopo che un uomo si è schiantato con un’auto sulla folla in un mercatino di Natale a Magdeburgo, in Germania. Le autorità hanno già parlato apertamente di attentato terroristico – anche perché la dinamica lascia poco adito a dubbi.
Il sospetto terrorista, che si ritiene abbia agito da solo, è stato arrestato: si tratta di un medico di 50 anni originario dell’Arabia Saudita che lavora in Sassonia-Anhalt e vive in Germania dal 2006. Particolare interessante della vicenda è che il sospetto sarebbe un islamofobo, fortemente contrario alle politiche di apertura portate avanti dalla Germania nei confronti degli immigrati.
Questa dinamica non è nuova per la Germania. Il Paese, infatti, ha vissuto diversi attacchi tentati, e uno riuscito, ai mercatini di Natale negli ultimi anni, con l’incidente più tragico che risale al 19 dicembre 2016, quando un camion è stato lanciato contro la folla al mercatino di Natale di Breitscheidplatz a Berlino. L’attacco, rivendicato dall’ISIS, provocò la morte di 12 persone e il ferimento di altre 56. In seguito, vari allarmi e evacuazioni si sono verificati nei mercatini di Natale, ma non ci sono stati altri attacchi mortali fino a ieri.
I mercatini di Natale erano già fortemente attenzionati dalle forze dell’ordine, che li ritengono a buona ragione obiettivi sensibili. Tuttavia, ciò non è stato sufficiente a evitare la catastrofe. Le misure di sicurezza sono state immediatamente rafforzate in tutto il Paese, ma resta la preoccupazione in quanto è impossibile ottenere una condizione di sicurezza totale.
