Negli ultimi giorni la California – e in particolare Los Angeles – è stata messa in ginocchio da devastanti incendi. Il conteggio delle vittime è salito a 25, con più di 200.000 evacuati, e migliaia di edifici distrutti. Palisades e Eaton le zone più colpite. A complicare la situazione, la California è stata investita da fortissimi venti, che oltre ad alimentare le fiamme rendono estremamente complesso il lavoro dei pompieri, mentre lo Stato già si trovava in una situazione di siccità estrema.
Nonostante la California abbia dispiegato ingenti risorse per contenere gli incendi, le stesse non sono state sufficienti: gli incendi, a distanza di una settimana, continuano infatti a colpire lo Stato. Le ultime stime (Jonathan Porter, AccuWeather) sui danni materiali causati dall’evento estremo ammontano ad almeno 250 miliardi di dollari, che rendono tali incendi tra i più devastanti mai registrati in America.
Forti critiche, soprattutto provenienti dal Partito Repubblicano, sono piovute all’indirizzo del Governatore della California, il democratico Gavin Newsom, accusato di non aver fornito le risorse necessarie ai Vigili del Fuoco e di non aver promosso per tempo tutta una serie di interventi preventivi volti a limitare gli incendi (come una accurata gestione delle riserve idriche, controlli sugli idranti collegati alla rete e lavori di messa in sicurezza di boschi e altre aree verdi).
In aggiunta alla già complessa situazione, si segnalano roghi appiccati dalla mano dell’uomo e diversi saccheggi nei quartieri più colpiti. Inoltre, le condizioni meteo restano pessime e, pertanto, l’allarme incendio resta esteso a una buona porzione della California.
