DOPO L’ENNESIMO ATTENTATO IN GERMANIA, ANCHE LA CDU CAMBIA RETORICA
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Mercoledì 22 gennaio l’ennesimo attacco terroristico ha scosso la Germania. Un ventott’enne afghano, nel Paese come rifugiato, ha infatti attaccato con un coltello bambini dell’asilo che si trovavano nel parco di Schöntal, nel centro della città di Aschaffenburg. Nell’attacco sono morti un bambino e un adulto, intervenuto per provare a bloccare l’aggressore. La città, situata in Baviera, era già stata segnalata come pericolosa dalle autorità lo scorso novembre. L’attacco si somma alle decine avvenuti con modalità simili negli scorsi anni.
In risposta, il leader della CDU, ha così commentato: “Io mi rifiuto di riconoscere che i fatti di Mannheim, Solingen, Magdeburgo e adesso Aschaffenburg siano la nuova normalità […] Siamo davanti a un mucchio di frantumi di una politica sbagliata portata avanti da dieci anni sull’asilo e l’immigrazione in Germania”. Perfino il cancelliere socialdemocratico Scholz ha dichiarato: “Sono stufo di assistere a simili atti di violenza che si verificano qui ogni settimana. Da parte di persone che in realtà sono venute da noi per trovare protezione. Un falso senso di tolleranza è del tutto fuori luogo. Le autorità devono impegnarsi a fondo per scoprire perché l’aggressore si trovava ancora in Germania. Le conseguenze devono essere immediate dopo le indagini, non basta parlare”.
Tuttavia, anche i cittadini tedeschi iniziano a essere stanchi delle promesse fatte dagli stessi politici che, negli anni scorsi, hanno portato, con le loro scelte, alla situazione attuale. Non è un caso se il partito radicale di destra, AfD, si trova oramai al secondo posto tra le preferenze dei tedeschi, nonostante la forte campagna mediatica e politica contro di esso. Il tutto avviene a ridosso delle elezioni, che si terranno il prossimo 23 febbraio, e che vedono il partito dell’attuale cancelliere in netta difficoltà.
