GLI STATI UNITI AUTORIZZANO A COLPIRE IL TERRITORIO RUSSO: COSA CAMBIA?
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Nei giorni scorsi il Presidente uscente Biden ha autorizzato l’Ucraina a colpire anche il suolo russo con i missili ATACMS, decisione in discussione da mesi ma sempre rinviata. Il cambio di orientamento è arrivato principalmente a causa di tre fattori: innanzitutto, i continui successi sul terreno da parte delle forze russe, che negli ultimi mesi stanno mettendo in seria difficoltà quelle ucraine; secondariamente, per la decisione russa di impegnare nel conflitto militari provenienti da un Paese terzo (Corea del Nord); infine, per forzare la mano all’Amministrazione entrante Trump, ponendola di fronte a un fatto compiuto.
Nonostante la rilevante decisione presa, non è lecito attendersi una profonda alterazione delle dinamiche sul campo in Ucraina. L’autorizzazione a colpire il suolo russo indubbiamente causerà danni e problemi logistici per Mosca, ma non tali da compromettere la sua capacità di operare militarmente sul terreno. Inoltre, potrebbe spingere i russi ad alzare ulteriormente il livello dell’escalation, andando a colpire non solo infrastrutture strategiche ma anche centri politici, a partire da quelli presenti nella capitale Kiev.
Le reazioni da parte di Mosca, comunque, non si sono fatte attendere. Oltre alle consuete dichiarazioni di avvertimento per il possibile scivolamento del conflitto in una guerra nucleare, la Russia ha aggiornato nuovamente la sua dottrina nucleare. Mentre la dottrina precedente prevedeva l’impiego di armi nucleari solo qualora l’esistenza stessa della Federazione Russa fosse minacciata, con la modifica viene ampliato il campo di impiego. La risposta nucleare, infatti, potrà avvenire anche nel caso di aggressione contro Russia e Bielorussa con l’uso di armi convenzionali, qualora quest’ultima dovesse mettere a rischio la sopravvivenza dei due Paesi.
In due mesi, però, si insedierà la nuova Amministrazione Trump, che ha già promesso una rapida conclusione del conflitto. Tale possibilità sarà indubbiamente difficile da raggiungere, ma Washington ha tutta una serie di leve che può usare nei confronti dei due attori coinvolti per spingerli alla negoziazione. Una negoziazione, tuttavia, che forzerà l’Ucraina a fare concessioni che, almeno fino a oggi e pubblicamente, nessuno tra i Paesi occidentali aveva richiesto.
