IL DICEMBRE NERO PER L’AVIAZIONE MONDIALE
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Dicembre 2024 sarà ricordato come uno dei mesi neri per l’aviazione mondiale, con più di duecento morti e decine di feriti registrati. Nonostante le cause siano differenti – tra cui un quasi certo abbattimento – ciò crea sicuramente preoccupazione nell’opinione pubblica in merito alla sicurezza del comparto (con gli aerei già ritenuti erroneamente più rischiosi di altri mezzi di trasporto).
L’incidente più grave per numero di vittime si è registrato il 28 dicembre in Corea del Sud, quando un aereo passeggeri della Jeju Air, un Boeing 737-800, è precipitato mentre tentava di atterrare all’aeroporto di Muan. Nonostante i rapidi interventi dei soccorsi, con 32 camion dei pompieri impegnati e elicotteri per domare le fiamme, delle 181 persone a bordo ne sono sopravvissute soltanto due. Il volo, partito da Bangkok, ha perso il controllo intorno alle 9:00 locali, slittando fuori pista, colpendo una barriera e esplodendo. Non è ancora completamente chiaro il motivo dell’incidente: tra le possibilità, un guasto al carrello di atterraggio, un impatto con uccelli o condizioni meteo avverse. L’aereo aveva inviato un mayday prima dell’incidente e l’aeroporto di Muan aveva avvertito i piloti di un possibile impatto con uccelli. L’analisi delle scatole nere permetterà di chiarire meglio la dinamica dell’incidente. Il disastro è il più grave a livello mondiale dall’incidente di Lion Air nel 2018 e il peggior incidente per una compagnia sudcoreana dal 1997.
L’altro caso particolarmente eclatante, oltre che tragico, è stato il probabile abbattimento, il giorno di Natale, di un aereo Embraer ERJ-190AR della Azerbaijan Airlines. Lo schianto ha causato la morte di 38 dei 67 passeggeri. La maggior parte dei passeggeri era di nazionalità azera, ma c’erano anche russi, kazaki e kirghisi. Il volo, partito da Baku e diretto a Grozny, aveva dichiarato un’emergenza, per poi schiantarsi, dopo diverse manovre, all’aeroporto di Aktau, in Kazakistan. Un’aspra polemica si è sollevata sulle ragioni del disastro. Se inizialmente sembrava fosse stato causato da avverse condizioni meteo, poi si è sempre più fatta chiara la responsabilità della Federazione Russa sull’accaduto. Il sospetto, infatti, è che l’aereo sia stato colpito da sistemi antiaerei russi. Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha chiesto alla Russia di assumersi la responsabilità per il disastro aereo. Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto scusa ad Aliyev per l’incidente, ma non si è assunto la responsabilità diretta, sostenendo che le forze russe stavano respingendo un attacco di droni ucraini sulla città di Grozny.
Oltre a questi due incidenti maggiori se ne sono verificati altri mortali:
- Il 17 dicembre, un aereo Cessna 208B Grand Caravan della Kamaka Air LLC è precipitato vicino all’aeroporto internazionale di Honolulu, alle Hawaii. L’aereo ha perso il controllo poco dopo il decollo. Entrambi i piloti sono morti nell’incidente.
- Sempre 17 dicembre, un aereo Bombardier BD-100-1A10 Challenger 300 è precipitato vicino all’aeroporto di San Fernando, in Argentina, causando la morte dei due piloti. L’aereo ha mancato la pista, colpito una recinzione perimetrale, urtato un albero e preso fuoco.
- Il 20 dicembre, un aereo Cessna in volo da Porto Velho a Manaus, in Brasile, è scomparso. I resti sono stati ritrovati nella foresta amazzonica giorni dopo, confermando la morte dei due occupanti.
- Il 22 dicembre, un piccolo aereo privato è precipitato a Gramado, in Brasile dopo aver urtato una ciminiera, una casa e un negozio durante la discesa. Dieci sono i morti. L’incidente ha causato anche 17 feriti tra le persone a terra, due dei quali in condizioni gravi.
- Sempre il 22 dicembre, un aereo Britten-Norman BN-2B-26 Islander della North Coast Aviation è precipitato in Papua Nuova Guinea. Tutte le cinque persone a bordo sono morte quando l’aereo, in volo da Wasu verso l’aeroporto di Lae-Nadzab, è caduto poco prima dell’arrivo previsto.
- Il 23 dicembre, un piccolo aereo è precipitato vicino all’aeroporto di Fife, in Scozia, uccidendo il pilota di 50 anni. I testimoni hanno riferito manovre insolite prima che l’aereo cadesse in un campo dopo il decollo.
Non sono solo gli incidenti mortali ad aver messo in allarme il mondo dell’aviazione e l’opinione pubblica. Innanzitutto, in generale negli ultimi mesi si sono verificati diversi incidenti e malfunzionamenti dei sistemi di bordo e strutturali su aerei di diverse compagnie.
Il 28 dicembre, poi, un volo di Air Canada Express ha subito un guasto al carrello di atterraggio durante l’arrivo all’aeroporto internazionale Stanfield di Halifax, in Nuova Scozia. Il volo AC2259, partito da St. John’s, Newfoundland, non è riuscito a raggiungere il terminal e i passeggeri, 73, sono stati tutti evacuati senza feriti con un autobus. L’aereo, un De Havilland DHC-8-402, ha sbandato sulla pista per una certa distanza, con passeggeri che hanno visto fiamme e fumo sul lato sinistro dell’aereo. Nello stesso giorno, un Boeing 737-800 della KLM ha effettuato un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Sandefjord Torp, in Norvegia, a causa di un guasto idraulico. L’aereo ha slittato fuori dalla pista senza però causare morti tra le 150 persone a bordo.
E’ chiaro però che questo ripetersi di incidenti e malfunzionamenti necessità un attento esame delle autorità competenti e delle compagnie aeree per evitare il ripetersi di tragiche fatalità come quelle verificatesi in questo mese.
